Pani câ meusa (in italiano panino con la milza)

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INGREDIENTI PER LE PAGNOTTE

  • 1 chilo di farina 00
  • 25 grammi di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 10 grammi di malto per panificazione
  • Un cucchiaio di miele
  • 20 grammi di sale
  • 50 grammi di semi di sesamo

Ingredienti per la milza

  • Milza bollita e tagliata a fettine sottilissime
  • Ritagli di polmone bollito
  • Scannaruzzatu (trachea) bollito e tagliato in piccolissimi pezzi (non a tutti piace)
  • Strutto q.b. per friggere
  • Caciocavallo stagionato grattugiato a scaglie
  • Ricotta freschissima di pecora

PROCEDIMENTO PER LE PAGNOTTE

  1. Amalgamare la farina con il lievito sciolto in poca acqua tiepida, un cucchiaino di zucchero, il malto, il miele e mezzo litro d’acqua.
  2. Quando l’impasto sarà liscio e omogeneo metterlo a lievitare per tre ore.
  3. Trascorso il tempo formare delle piccole pagnotte, spennellare la superficie con poca acqua, quindi capovolgerle su di un piatto, dove avremo messo il sesamo, in modo che i semi si incollino.
  4. A questo punto riporle in una teglia con la superficie ricoperta di sesamo rivolta verso l’alto e mettere in forno preriscaldato a 200°.

PROCEDIMENTO PER CUOCERE LA MILZA E LE ALTRE FRATTAGLIE

  1. Lavate accuratamente le frattaglie e bollitele in abbondante acqua per 25/30 minuti.
  2. Fatela raffreddare e dopo mettetela in frigo a riposare.

PROCEDIMENTO PER FRIGGERE LA MILZA

  1. In una padella, soffriggere con lo strutto le fettine di milza e le altre frattaglie, bastano pochi minuti.
  2. Quindi farcire le pagnotte con la frittura ottenuta aggiungendo infine…..

Qui sorge il dilemma perché se vi recate in una focacceria palermitana potreste sentirvi dire: “Assa trasi ca c’ha cuonsu, a vuoli “schietta” ( nubile) o “maritata”? (sposata), (ossia, come vuole che gliela condisco, la vuole nubile o sposata?)

A tal proposito, a Palermo, le scuole di pensiero sui due termini prevedono:

  1.  Per “schietta” il semplice panino condito soltanto con la milza e una spremuta di limone.
  2. Mentre per “maritata” si intende condita con la ricotta e il caciocavallo, perché quest’ultima versione, simboleggia il bianco dell’abito da sposa.

Ma non finisce qui, perché esiste un’altra versione rovesciata che definisce “schietta” la pagnotta ripiena soltanto di ricotta precedentemente inzuppata nello strutto di frittura della milza, e “maritata” quella ripiena di tutto, vale a dire la ricotta, il caciocavallo e soprattutto la milza, ovvero la “carne”, che per sarcasmo popolare vuol dire che la donna sposata di carne se ne intende….

Comunque a prescindere da come volete condirla è buona in ogni modo, io la preferisco “maritata” a metà, cioè con caciocavallo a scaglie.
Se poi volete provare con la ricotta vi assicuro che ne vale la pena. Decidete voi.

Buon appetito ♡

 

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