Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.~ Primo Levi ~

Quando ero bimba … alle elementari mi costrinsero(mi sentii costretta perchè una bimba delle elementari non avrebbe dovuto confrontarsi con tali orrori) a studiare la struggente poesia ” Un paio di scarpette rosse” Per chi non la conoscesse “La poesia Un paio di scarpette rosse di Joyce Lussu” ruota attorno ad un paio di scarpe rosse numero ventiquattro nelle cui suole interne si vede ancora la marca di fabbrica “Schulze Monaco”. Un paio di scarpette normalmente utilizzate per i giorni di festa, ed ancora nuove, che un bambino di soli tre anni e mezzo calzava a Buchenwald, un campo di sterminio nazista, in Germania. Quelle scarpette erano in cima ad un mucchio di altre scarpette appartenenti a bambini che in quel luogo hanno trovato la morte. I nazisti facevano entrare genitori e bambini nelle camere a gas, con la scusa che li avrebbero sottoposti ad una doccia con successiva disinfestazioni per farli entrare in un campo-gioco. Invitarono per altro i genitori a far avvicinare i bambini ai bocchettoni, per farli lavare meglio, ma da quelle aperture non usciva acqua, ma solo gas. Prima però, i bambini venivano fatti spogliare e rasare. La poetessa italiana infatti scorge anche un mucchio di riccioli biondi, di ciocche nere e castane. Joyce Lussu cita poi un altro sistema di morte usato dai nazisti: l’utilizzo dei forni crematori, infatti dice che probabilmente non riusciremo ad immaginare di che colore erano gli occhi di quel bambino bruciati dal forno, ma che riusciremo ad immaginare il suo pianto; un pianto che nessuno riuscirebbe a sopportare, che nessuno vorrebbe sentire e che io spero di cuore che nessuno in futuro dovrà sentire mai. Questa poesia apparentemente dedicata ad un solo bambino è in realtà rivolta a tutti i bambini che furono gasati, lo conferma il fatto che quelle scarpette erano in cima ad un mucchio di altre scarpette.

Mi segnò tremendamente… da persona molto empatica e sensibile, quale sono sempre stata, soffrivo moltissimo leggendo e memorizzando quelle parole. (Oggi a 39 anni ancora ricordo ogni singola parola,ricordo una profonda inadeguatezza, immaginavo la paura di quei bimbi). Poi sono cresciuta . Ho studiato la storia. Studiando, ho scoperto che il comunismo ha fatto molte più vittime del vigliacco e insensato nazismo. Mai , però, ho studiato poesie su quegli orrori e non sono mai stata “sensibilizzata” a riflettere sul periodo “nero” e vergognoso del comunismo.(sono numeri spaventosi e morti tremende, inenarrabili). Quindi io dico NO al giorno della memoria atto a commemorare le morti dell Olocausto. Ma voglio commemorare le vittime della crudeltà umana , che siano vittime del nazismo o del comunismo, desidero commemorare le vittime (TUTTE) di ogni crimine contro l umanità che la storia ci ha fatto conoscere, perché non posso pensare che “solo” gli ebrei torturati da quel folle coi baffetti siano degni di essere ricordati.
Per cultura personale , vi invito a leggere “Il libro nero del comunismo” a cura dello storico del comunismo Stéphane Courtois, è una raccolta di saggi sugli Stati comunisti e sui crimini e abusi compiuti dai regimi di tali stati.

NO ALLA VIOLENZA E AI CRIMINI CONTRO L’ UMANITA’ .

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